Home/innovazione 4.0/Formazione e tecnologie emergenti: una prova sul campo

Realtà virtuale, realtà aumentata, droni, intelligenza artificiale, chatbot, tutte queste tecnologie avranno un impatto importante nel modo di fare formazione sia per i singoli individui che per gruppi numerosi.

In questi mesi stiamo testando alcuni di questi strumenti in ambito di formazione esperienziale e ormai siamo arrivati ad un buon grado di consapevolezza su potenzialità e opportunità.

Qualche mese fa avevo già scritto delle opportunità legate alle nuove tecnologie soprattutto in vista dell’evento annuale HR Ticino“Non c’è più il futuro di una volta” e anche delle possibili minacce che queste tecnologie avrebbero potuto rappresentare per alcune professioni

In questi mesi assieme a Formati Academy abbiamo applicato buona parte delle tecnologie emergenti (droni, realtà virtuale, realtà aumentata…) in ambito di teambuilding e formazione esperienziale.

Grazie al coinvolgimento di amici e clienti e ai feedback da loro ricevuti è possibile, a mio avviso, elencare le prime personalissime conclusioni sulle potenzialità e sulle criticità di questi strumenti:

  1. I droni, la realtà virtuale o aumentata sono strumenti e pertanto né migliori né peggiori rispetto a quelli più tradizionali utilizzati (mattoncini lego, gite in barca, i colori e altro).
  2. La varietà degli strumenti rende possibile sviluppare qualsiasi tipo di skill sia individuale che di gruppo.
  3. La realtà virtuale fa provare emozioni reali. La ricostruzione di questi scenari è così immersiva che “inganna” il nostro cervello facendogli provare emozioni altrimenti non riproducibili dal vivo (come per esempio dover attraversare una passarella sospesa nel vuoto).
  4.  La realtà virtuale è meno costosa di quella reale… scalare l’Everest o guidare una Ferrari nel proprio ufficio è sicuramente meno costoso che trasferirsi in Nepal o in pista a Misano.
  5. La qualità e l’affidabilità degli strumenti è un driver essenziale che previene eventuali crash di sistema e noiosi riavvii dei processori
  6. Il fattore umano, trainer, continuerà sempre ad essere il valore aggiunto. Nel ciclo dell’apprendimento postulato da Kolb l’esperienza è solo una fase del p.rocesso. Il ponte che quest’ultimo sa creare fra esperienza e vita reale/professionale sarà sempre quello che distinguerà una bella giornata divertente da un incontro formativo utile alla crescita delle persone.

Infine, secondo il Ciclo di Hype, alcune tecnologie in 2 anni saranno comuni e diffuse come oggi lo è un cellulare e faranno parte, che lo si voglia o meno, della nostra vita.

Quello che per noi è straordinario fra qualche anno sarà la normalità soprattutto per chi, nato oggi, avrà ruoli di responsabilità nelle aziende e nella società.

Davide Proverbio