Home/coworking, innovazione 4.0/Fab Lab, coworking e competenze

In un’epoca di profonda e veloce trasformazione, l’aggiornamento delle competenze diventa cruciale per poter affrontare le sfide che attendono la maggior parte dei lavoratori. In questo scenario, FAB lab e Coworking, assumono un ruolo importante e complementare ai tradizionali veicoli di formazione grazie alla loro capacità di aggregare persone, favorire lo scambio di competenze, la contaminazione di idee e la creazione di opportunità.

“maieutics? yes but…peer to peer” Non è una mia frase, mi sarebbe piaciuto ma non è così.

Cito la fonte non solo per correttezza ma anche perché il Professor Stefano Maffei (Professore associato School of Design e Direttore Polifactory-Politecnico di Milano) è stato in grado, in un breve intervento di 15 minuti durante un evento sul fenomeno del Coworking, di stimolare l’interesse mio e dei partecipanti con contributi di valore e illuminanti.

La citazione è uno spunto importante per parlare di consapevolezza:

·     Consapevolezza che il fenomeno dell’industry 4.0, e ancor di più della digital trasformation, è irreversibile e che sta portando alla svalutazione di alcune competenze e alcuni mestieri.

·     Consapevolezza che, a differenza delle precedenti rivoluzioni industriali, il tempo per aggiornare le proprie competenze, al fine di soddisfare le richieste del mercato, è breve.

·     Consapevolezza che è difficile conoscere quali competenze richiederà il futuro (“bisogna spingere le scuole affinché propongano sempre più materie matematiche ed informatiche!”….”Nel futuro quello che darà ancora valore al lavoro umano saranno le competenze relazionali!”… “L’importante sarà sviluppare la capacità di problem finding!”…)

ma anche di domande:

·     Dove trovo le competenze che mi servono?

·     Esiste un sistema che mi consenta di apprendere in modalità learning by doing?

·     Esiste un “posto” dove potersi confrontare con persone a me professionalmente vicine?

Negli ultimi tempi ho conosciuto COWO (società leader nel coworking http://www.coworkingproject.com ) e curiosando fra i vari progetti di coworking ho avuto la conferma del ruolo determinante che gli spazi condivisi possono avere nel dare una risposta unitaria e integrata a queste domande.

Sono luoghi di incontro e di scambio dove un elettricista “immigrato digitale” può incontrare un millennial “nativo digitale” che gli insegni a programmare una scheda Arduino (fondamentale per poter intervenire su impianti di domotica), un commerciante può trovare un professionista che gli crei un sito web e lo istruisca a gestire una campagna di e-commerce, un artigiano può lavorare in laboratori di stampanti 3d e tagli al laser o infine un giovane (ma non solo) startupper può approfittare di un incubatore che lo aiuti a sviluppare un’idea di business.

Da un po’ di tempo ci siamo abituati a condividere cose (car sharing, jet sharing, sail sharing, camper sharing, house sharing, food sharing) è arrivato il momento di condividere i saperi e le competenze.

Tanto meglio se lo si può fare in un ambiente dinamico informale e innovativo.

 Davide Proverbio